Dopo la seconda batosta elettorale alle ultime elezioni comunali cittadine, il centrodestra sta cercando di serrare le fila nel tentativo di riconquistare lo scranno lasciato con la fine del mandato amministrativo del sindaco Gianpaolo Bizzotto. Ricordiamo i risultati delle elezioni del 25 maggio 2014 (primo turno) e dell’otto giugno (ballottaggio). Al primo turno la coalizione che faceva capo al candidato sindaco Riccardo Poletto (PD, Bassano per tutti e Più Bassano) ha conseguito il 38,69per cento dei consensi, mentre quella che candidava Maria Federica Finco (Fratelli d’Italia, Lista civica centro Udc, Lega Nord, Innamorati di Bassano e Forza Italia) s’era dovuta accontentare del 33,55 per cento. Al ballottaggio, sostanziale il risultato del candidato sindaco Poletto, con il 58,37 di consensi a fronte del 41,63 per cento conquistato dalla Finco. Significativa la scarsa affluenza alle urne nella partita finale: solo il 51,91 per cento degli aventi diritto al voto.

Dopo questo risultato il gruppo consiliare di centrodestra ha deciso di far sentire la propria voce per trovarsi pronto alle future comunali e lo fa coinvolgendo la cittadinanza su tematiche che interessano da vicino la popolazione. Ecco il perché dell’incontro programmato venerdì della scorsa settimana all’Hotel Palladio sulla sanità bassanese. A relazionare su un problema di così grande attualità e quanto mai importante sono stati chiamati il dirigente della segreteria regionale della sanità e del sociale, Domenico Mantoan, il direttore generale dell’Ulss3, Giorgio Roberti nonché le due assessore regionali, Manuela Lanzarin ed Elena Donazzan, assieme al capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Nicola Finco.

“Questo – sbotta il capogruppo consiliare della lista civica Impegno per Bassano, Roberto Marin -era un incontro aperto alla popolazione che avrebbe dovuto organizzare l’attuale Amministrazione comunale”.

Bassano capitale della sanità (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Presentando la serata, in rappresentanza anche dei colleghi consiglieri comunali Federica Finco e Stefano Monegato, per la lista civica Impegno per Bassano; Alessio Savona e Mariano Scotton per Forza Italia; Tamara Bizzotto per Lega Nord ed Andrea Zonta per la lista civica Bassano Congiunta, Marin ha spiegato che “Questa iniziativa è il primo frutto di un lungo lavoro che da mesi con i colleghi consiglieri stiamo portando avanti che, sulla base di intenti e visioni comuni, è indirizzato alla costruzione di una squadra forte, coesa e unitaria”.

“Il progetto è una scommessa – ha proseguito – è ambizioso, ma allo stesso tempo abbiamo la netta consapevolezza che vi è la necessità di un profondo rinnovamento di metodo, di proposte e di idee per la nostra città!”.

Entrando nel merito della serata il capogruppo ha aggiunto che “in questi mesi vi è stato un ampio dibattito sulle sorti della sanità bassanese in virtù delle riforme in corso di studio a livello regionale e tutto ciò ha sollevato polemiche a iosa e talvolta qualche perplessità anche tra noi”.

“Abbiamo notato molta strumentalizzazione politica anche nella nostra città su un tema che invece sta a cuore ed è di interesse primario generale e trasversale di tutti i cittadini: la sanità – ha proseguito Marin – Da tempo rappresentanti delle categorie economiche, portatori di interessi, ma soprattutto i cittadini, ci chiedono e sollecitano informazioni rispetto al futuro della sanità bassanese e del nostro ospedale, tenuto conto della scarsa e convulsa informazione. Abbiamo quindi fortemente voluto questa iniziativa, che diventa evidenza del lavoro quotidiano che in qualità di consiglieri comunali intendiamo portare avanti per dare ai cittadini una corretta informazione”.

Ha preso quindi la parola il dott. Mantoan per chiarire quali siano le finalità della legge regionale 23 del 29 giugno 2012 in materia di programmazione socio-sanitaria. Il significato di questo intervento, voluto dal presidente Luca Zaia e dalla sua maggioranza, ha affermato, è il risparmio di tanti denari al fine di convogliare le risorse più sul malato che sulle strutture. Da qui la riduzione delle Ulss da 21 a nove in Regione, una per Provincia ad eccezione di Venezia e Vicenza che ne hanno due. Nella nostra provincia la seconda è quella che vedrà assieme, dal prossimo anno, l’Ulss 3 Bassano-Asiago e l’Ulss 4 Alto Vicentino e che prenderà il nome, probabilmente, di Ulss della Pedemontana.

Bassano capitale della sanità (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Mantoan ha parlato anche dell’Azienda 0 la quale toglierà alle altre Ulss i compiti di seguire, oltre alla parte strettamente sanitaria, anche quella amministrativa. Al riguardo ha ricordato, ad esempio, che, fino ad ora, ogni Ulss aveva a disposizione un ufficio legale con 47 avvocati e uffici stampa con 57 giornalisti. Tutti questi servizi, con l’Azienda 0, saranno centralizzati con risparmi sicuramente notevoli. Mantoan ha comunque detto che la diminuzione delle Ulss nel Veneto non significherà riduzione di posti letto nei diversi ospedali esistenti né modifiche alla struttura organizzativa.

Il Direttore generale, dott. Roberti, dal canto suo ha rassicurato i bassanesi sul mantenimento della Ulss 3. Nella qualità di commissario dell’Ulss 4 Alto Vicentino, sta tessendo la tela per quel congiungimento fra le due strutture che scatterà dal primo gennaio del prossimo anno. A tal proposito Mantoan è intervenuto per sottolineare il fatto che ognuno dei due ospedali (Bassano e Santorso) continuerà a lavorare con i reparti e le specialità esistenti, utilizzando il nosocomio di Vicenza per talune specializzazioni che non sono presenti nelle due realtà ospedaliere.

Bassano capitale della sanità (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il direttore generale Roberti, poi ha presentato alcune proposte per migliorare ancor più i servizi dell’ospedale San Bassiano. Uno dei primi interventi, come già aveva detto nella presentazione dei tre nuovi direttori (sanitario, dotto Bortolo Simoni; amministrativo, dott. Francesco Favretti e sociale con funzione territoriale, dott. Alessandro Pigatto), sarà quello di riorganizzare il pronto soccorso, sia sotto l’aspetto logistico che organizzativo. “Particolare attenzione sarà riservata al “triage”, vale a dire lo smistamento dei pazienti in arrivo in base alla gravità del loro stato di salute, con percorsi variegati a seconda delle diverse necessità di intervento – ha sottolineato – Un occhio di riguardo interesserà il settore pediatrico”. Roberti ha poi puntato il dito sui cosiddetti “codici bianchi”, vale a dire il colore che si dà a quei pazienti che potrebbero tranquillamente risolvere il loro problema rivolgendosi al medico di base. Altro obiettivo messo in luce dal Direttore generale è stato quello delle liste di attesa “Cercheremo di dare delle offerte legate alle esigenze del paziente – ha sottolineato – proporzionate ai bisogni del singolo”. Ha infine chiarito, a tal proposito, che le prestazioni serali, prefestive e festive, poste in atto dalla direzione precedente, continueranno ad esistere e che, anzi, saranno potenziate. Roberti ha quindi affermato che, nelle priorità fra i trenta ed i sessanta giorni d’attesa s’è raggiungo un risultato positivo pari al 99 per cento mentre c’è ancora una sofferenza quanto alle visite a 180 giorni.

Il direttore generale ha anche annunciato l’arrivo di una nuova strumentazione del costo di due milioni di euro in sostituzione del robot Da Vinci per sofisticati interventi chirurgici in urologia ed ha detto di avere chiesto alla Regione di poter potenziare il personale del reparto di chirurgia vascolare, assente nell’Ulss 4 e di quello di cardiologia interventistica. A rassicurare i bassanesi sul mantenimento dell’azienda sanitaria ci hanno pensato poi sia la Donazzan che la Lanzarin che Finco. “Bassano deve diventare la capitale della Pedemontana”, ha sottolineato l’assessore Donazzan e la collega Lanzarin ha assicurato che la riforma sanitaria regionale favorirà il dialogo fra ospedale e territorio con una valenza sempre maggiore sia per quanto riguarda l’aspetto sociale che per quello sanitario.

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